Questo progetto nasce per iniziativa congiunta di AMVA, Comuni della Valle, CAI e altre associazioni, con il sostegno del Fai. L’obiettivo è quello di recuperare e promuovere il percorso storico denominato Stra Granda nello spirito di ampliare le opportunità di crescita e offrire nuovi spunti di attrattività turistica nell’intera Valle Anzasca.

Il sentiero (attualmente praticabile e segnalato per buona parte del percorso) non è valorizzato come “complesso” che abbraccia l’intero territorio e la sua storia e che, se sfruttato opportunamente, può portare importanti ricadute sull’economia locale attraverso lo sviluppo di punti di ristoro, punti di accoglienza, punti di osservazione attrezzati e servizi di mobilita locale.
Il progetto per sua natura va incontro alle esigenze dei singoli comuni sia per le differenti caratterizzazioni del territorio sia nella prospettiva dell’accesso ai bandi specifici.
L’impegno riguarda interventi per migliorare la messa in sicurezza del sentiero, censire e segnalare gli elementi di interesse lungo il percorso, uniformare in modo organico e arricchire le indicazioni con l’aggiunta di pannelli informativi e sviluppare la comunicazione presso Enti Turistici e Media.
AMVA si è fatta carico dell’elaborazione complessiva del progetto e promosso, assieme a CAI e FAI, una serie di incontri con Comuni, Provincia e Regione per lo sviluppo dell’iniziativa.
A tutto ciò si aggiungono piccole e grandi manifestazioni pubbliche attraverso le quali illustrare i contenuti e gli obiettivi del Progetto.
Forse non tutto è perduto. Forse il legname della Valle di Susa, quello che per settimane è bruciato sulle pendici della Alpi piemontesi, può ancora essere recuperato. Forse sotto la corteccia nera c’è del materiale utilizzabile. Per verificarlo sarà necessaria l’analisi di chi è abituato a maneggiare la matrice legnosa, soprattutto per constatare se la sua lavorazione e il suo impiego, per usi più o meno nobili, non sia pericolosa per la salute. A occuparsene sarà anche la società cooperativa La Foresta, con sede nella città di Susa, che da quando è nata, nel 1995, si occupa “della manutenzione del territorio montano, sia delle foreste che delle infrastrutture (strade, acquedotti, etc)”, spiega a Canale Energia il proprietario Giorgio Talachini.
Auto condivisa, iniziativa proposta e sostenuta nei mese di Agosto e Settembre che ha permesso agli utenti di utilizzare la vettura full electric per gli spostamenti.
Chi ha partecipato alle numerose manifestazioni walser che si tengono ogni anno in agosto nelle valli piemontesi, valdostane e svizzere ai piedi del Monte Rosa, avrà ammirato quelle donne e quegli uomini che sfilano orgogliosi nei loro splendidi costumi, ricordo di tradizioni secolari.
Si sarà però anche chiesto quale progettualità potevano avere queste genti di fronte all’invecchiamento della popolazione e al conseguente spopolamento delle valli alpine. Una prima risposta l’abbiamo quest’anno a Macugnaga dove è possibile usare in car-sharing un’auto elettrica per raggiungere in modo ecologicamente corretto le diverse frazioni del paese. E’ una prima, timida risposta che però ha un grande valore simbolico perché testimonia che queste popolazioni continuano ad avere la stessa progettualità dei loro antenati, quelli che mostrarono
che si poteva vivere, coltivare e allevare ad altitudini fino al quel momento non possibili.
Questa nuova progettualità nasce in nome dell’ambiente e dell’energia, con l’obiettivo di riqualificare un territorio dalle grandi potenzialità per i residenti, la loro occupazione e anche per un turismo sostenibile. Non è che i walser abbiano (ancora) qualcosa da insegnare a tutto il nostro Paese, in questo difficile momento?
Ne hanno parlato anche:
Come i Walser progettano il futuro…
Articolo su Il Rosa