Foreste territori sviluppo locale: 10 punti da UNCEM per una vera strategia

Paesaggio montano con villaggio

 

Mentre la scorsa settimana “Bosco e Territorio” a Oulx ha riunito imprese, Enti locali, appassionati, studenti, terzo settore, Associazioni – dando l’appuntamento e cedendo il testimone a BeFire BeWood a febbraio 2027 a Bologna Fiere – Uncem presenta di seguito 10 punti chiave per una vera strategia territoriale per le filiere forestali. Che dia corpo “nel NOI” alla Strategia forestale nazionale, attuando il Testo unico nazionale forestale. Con tempi certi – non abbiamo più tempo – e impegni politici, pratici, istituzionali chiari.

1. Cresca l’impegno di tutti i territori montani alpini e appenninici italiani nel costruire percorsi attorno alla valorizzazione delle filiere forestali. Bosco, Legno, Casa, Energia, Paleria, Costruzioni. Sono filiere articolate, differenziate, specifiche. Ma vogliamo affermare che 3500 Comuni montani italiani lavorano – insieme, ed è decisivo – su questi fronti. Senza dividersi. Noi siamo uniti su questo.

2. È importante dare giusto valore alle foreste, in primis a chi fa esbosco a chi lavora sui territori nel settore forestale. Le imprese forestali, donne e uomini, gli Operai forestali, gli imprenditori del legno, sono la montagna, vivono la montagna e i piccoli Comuni. Chiedono Politiche e visione. Giusto.. Per questo sono importanti affidamenti da parte di Comuni, Comunità montane, Unioni montane, alle imprese, di gestioni pluridecennali di aree forestali comunali pianificate e certificate. Così le imprese possono organizzarsi meglio. Una impresa forestale, dall’esbosco a tutte le lavorazioni, che muore, è un pezzo di montagna che muore. Facciamole vivere. Sono importanti pure delle “aste del legno” gestite da più Comuni insieme con gli “Uffici forestali di valle” (uno per Comunità o Unione montana, indispensabile) per valorizzare le filiere territoriali. Per dare giusta importanza a chi lavora in bosco, e che ha bisogno di pianificazione non solo di qualche occasione con bando.

3. La certificazione forestale, che segue la pianificazione, è decisiva. PEFC ed FSC rappresentano una certificazione preziosa per i territori e per aumentare il valore della materia prima in piedi. Venga finanziata la pianificazione almeno di tutte le superfici pubbliche nel Paese. Pianificate e certificate. Attiviamo Enti locali montani, GAL, BIM, Consorzi, Disretti e soprattutto i Parchi: almeno loro, che fanno tutela per regola aurea, si applichino fino in fondo sulle foreste come scrive la legge 394. Finanzino la pianificazione. È il primo passo. Ma vero. Tutto nei Parchi regionali e nazionale deve essere pianificato e certificato. Almeno qui, diamo un buon esempio. La natura ci ringrazia.

4. Si parte dal bosco e dal superamento della parcellizzazione fondiaria forestale (e non solo). Chi deve favorire questo passaggio verso l’aggregazione delle particelle private?

– le Green Communities, previste dalla legge 221-2015, fortemente voluta da Uncem, già finanziate con il PNRR, che devono vedere l’azione ulteriore finanziaria e politica di tutte le Regioni. Dentro si fa aggregazione delle particelle. È fondamentale. Le Green Communities non sono nuovi Enti: sono innestate su Comunità montane e Unioni montane, dunque sono loro a dover agire politicamente con le risorse delle Strategie. 200 milioni di euro subito per le Green Communities. Altrimenti chi risponde alle crisi climatica, energetica, demografica, economica nelle Alpi e negli Appennini?

– il MASAF, con un piano sulla ricomposizione fondiaria in accordo con le Regioni e anche finanziando tutti, ma proprio tutti, gli Accordi di Foresta presentati due anni fa dalle imprese.

– il Parlamento e le Regioni, sostenendo i Cluster territoriali regionali, il Cluster Foresta Legno nazionale, le imprese unite in Consorzi, le aggregazioni belle di imprese vive. Il Parlamento approvi subito la proposta di legge sulle Associazioni fondiarie: una conquista di civiltà. Perché aspettare su una cosa che è necessaria all’Italia?

5. Partire dal bosco vuol dire superare la parcellizzazione e avere una pianificazione, lo abbiamo detto. Lo ribadiamo Non bastano i PFIT. Servono piani di gestione, chiari a tutte e tutti, certificati. In molte aree d’Italia vi è buona la pianificazione pubblica, ma adesso occorre fare i Piani territoriali unendo anche le superfici private, favorendo l’associazionismo, con Consorzi e Associazioni fondiarie. Su questo si deve investire.

6. Con questi punti, stiamo dando attuazione alla Strategia forestale nazionale. Le Regioni che ancora temporeggiano, si dotino di una legge regionale su foreste e montagna che introduca, tra le altre cose, la remunerazione dei servizi ecosistemici-ambientali dell’acqua e delle foreste. Ascoltino Uncem che uscirà a brevissimo con un manuale, passo-passo, su questo. Non avere leggi regionali aggiornate, moderne, di spinta, aggiornate al Testo unico forestale nazionale, è molto grave. Non si perda altro tempo. Consigli regionali al lavoro! Uncem li supporta.

7. La Strategia forestale nazionale insieme con la Strategia forestale europea sono risposta alle crisi climatica e demografica dei territori montani. Questo è quello che abbiamo scritto anche per avviare a Bruxelles “Right to stay”, Strategia europea per garantire i “diritti a restare”. Ci mancherebbe che non si passi dal bosco! E non solo il piantare nuovo, i “nuovi alberi” (sperando non siano semi): “ritorno alla natura”, come scrive l’UE in Italia vuol dire pianificare bene 11 milioni di ettari di foresta. Il 38% della superficie forestale. Evitiamo wilderness, abbandono (che è grave quanto il consumo di suolo, in montagna – facciamo piuttosto perequazione urbanistica e fiscale su un ambito territoriale ottimale), perdita di conoscenza di cosa avviene sul territorio, inselvatichimento, aumento del bosco dove c’erano pascoli. Togliamo l’assurdità, per le aziende agricole dei territori montani (e non per gli speculatori che arrivano da altrove) per la quale si deve pagare qualche migliaia di euro per convertire il bosco cresciuto in pascolo che c’è sempre stato fino a qualche anno fa. Puntiamo sulle comunità dei territori, sul loro impegno con i Dottori agronomi forestali e con gli Urbanisti esperti di montagna, nel fare una buona e saggia pianificazione. Anche economica. Per lo sviluppo dei territori montani. Che respingono ogni “internità”: non sono interni o margine. Sono centrali per il bosco da usare, gestire, garantendo servizi ecosistemici a tutti e tutte. Le Città lo imparino.

8. Le Regioni devono interpretare le filiere forestali come manifattura avanzata, sulla quale programmare l’investimento di buone percentuali del “fondo unico” europeo della programmazione 2028-2034. Per prime lavorazioni, segherie: come per le stalle in Carnia, vengano realizzate con opportuni adeguati investimenti pubblici. È necessario. Altrimenti non si muovono. Così logistica, imballaggi. E così le case. Se vogliamo costruire in legno locale, togliendo di mezzo il cemento, decarbonizzando finalmente, Stato centrale e Regioni finanzino – al pari del finanziamento per nucleare e aerospazio – filiere costruttive di case in legno a metri e chilometri zero. Costruiamo futuro partendo dai territori. Dalle case per essere casa per tutti (anche nel Piano casa, dove il legno dovrebbe comparire, invece ora non c’è). Ma le Regioni, accelerino sull’energia: il legno è la prima fonte, pulita, unica. Entra nelle case della gente, come la radio. Il legno è per tutti. Portiamo iva su pellet e legno al 4%, stabile, per sempre. Conquista di civiltà per un prodotto localissimo. Si investa sul turn over degli impianti domestici, sulle caldaie per gli edifici pubblici – come ben hanno fatto molti GAL e molte Comunità montane italiane finora -, si dia supporto alle filiere locali di pellet e cippato: bosco-legno-energia, anche con Comunità Energetiche termiche, da fare, è la prima vera grande risposta alla povertà energetica. Bosco-legno-energia è Italia e made in Italy. Si investa molto per sostenere queste filiere. Casa è energia. Casa in legno, energia dal legno. Banale? Forse, ma finora si è fatto politicamente e strategicamente troppo poco. Fare di più è necessario e intelligente. Arera, su mandato del Parlamento, taglino del 30% le tariffe energetiche dell’energia termica prodotta dal legno.

9. I grandi incendi boschivi – che saranno sempre di più e sempre più grandi – impongono la piena attuazione della Strategia forestale nazionale. Pianificazione delle superfici. Visione. Gestione ed eliminazione di possibile combustibile dove le foreste sono implose. Perché alla base della prevenzione del dissesto e delle calamità – causate sempre dal cambiamento climatico, si pensi a Vaia – vi è, proprio come prevenzione, la pianificazione la “gestione forestale” che è attiva a sostenibile.

10. Si parte sempre dai dati. “Foreste in Comune” è il primo dossier con tutti i dati, Comune per Comune italiano. Realizzato da PEFC, Uncem, Legambiente, Sinfor. Per conoscere e capire cosa fare, mai da soli a livello di municipio, bensì insieme in una valle e in un territorio alpino e appenninico che si muove compatto. Scarica il dossier qui.

CulturAlDorf 2026

Un soffio culturale nella storica Fiera di San Bernardo a Macugnaga, 4-5 Luglio.

Quest’anno la 27a edizione della storica Fiera di San Bernardo avrà un appendice culturale nel borgo antico del Dorf di Macugnaga, sotto il campanile di Chiesa Vecchia e all’ombra delle fronde del Vecchio Tiglio.
Si tratta di una esposizione libri di e su Macugnaga, la Valle Anzasca, la Val d’Ossola ed il Verbano.

Su iniziativa di AMVA, l’associazione che da anni di occupa di valorizzare Macugnaga e la Valle Anzasca, del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e grazie alle librerie di Macugnaga, Il Parnaso del Rosa, Giornalaio Iacchini Steven, di Domodossola Libreria Grossi e di Verbania Libreria Alberti.
A cui si aggiungono cartoline storiche su Macugnaga, raccolte e conservate da Sergio Foà, e parte della Mostra fotografica diffusa di Giulia Bellezza “La montagna negli Occhi” che l’autrice illustrerà con momenti dedicati nel corso della due giorni espositiva.

L’iniziativa, sostenuta anche dal Comitato Comunità Walser Macugnaga, dal periodico/sito La Valle del Rosa, e dal Informatore “Il Rosa” rientra nel programma di valorizzazione culturale, storica, ambientale della Valle Anzasca e di Macugnaga che già lo scorso anno aveva esposto una ampia rassegna di foto del percorso storico della Stra Granda, che anche quest’anno prosegue con varie iniziative di promozione.

Tutto questo nel contesto unico del Dorf, uno degli insediamenti Walser più tipici e ben conservati delle Alpi che con questo “appendice” della Fiera di San Bernardo sarà possibile visitare.

Cultur Al Dorf è solo uno dei progetti che AMVA e FAI propongono per far conoscere, apprezzare e proteggere le bellezze della Valle e di Macugnaga, offrendo a tutti, residenti e turisti una nuova prospettiva e modalità di Vivere la Montagna.

CulturAlDorf, la bellezza della Cultura e la cultura della Bellezza.

Sostieni la Valle Anzasca: vota la “Stra Granda” come Luogo del Cuore FAI!

luoghi del cuore FAI 2026 vota stragranda

La nostra splendida valle ha un’occasione unica per farsi valere e proteggere le sue meraviglie storiche e naturalistiche. La Stra Granda, lo storico percorso pedonale che attraversa la Valle Anzasca da Piedimulera fino a Macugnaga ai piedi del Monte Rosa, è stata ufficialmente candidata al censimento dei “I Luoghi del Cuore”, la celebre iniziativa promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

È il momento di unire le forze e dimostrare quanto amiamo il nostro territorio!

Che cos’è la Stra Granda?

La Stra Granda non è solo un sentiero, ma una vera e propria via della storia. Un percorso antico che custodisce gli scorci più caratteristici, l’architettura tradizionale e le bellezze naturali della Valle Anzasca. Sostenere questa candidatura significa dare risonanza nazionale a un patrimonio ambientale e culturale che merita di essere valorizzato, protetto e tramandato.

Come votare: bastano pochi secondi!

Votare è semplicissimo, gratuito e alla portata di tutti. C’è tempo fino al 15 Dicembre 2026. Puoi farlo in due modi:

  1. Tramite il QR Code: Inquadra con il tuo smartphone il codice QR presente sulla locandina ufficiale dell’evento o quello qui sotto e segui le rapide istruzioni.

    qrcode stragranda luoghi del cuore FAI 2026
    Inquadra il qrcode e vota!
  2. Online sul sito del FAI: Collegati direttamente ai siti web ufficiali www.fondoambiente.it o www.iluoghidelcuore.it e cerca la candidatura della Stra Granda.

💡 Il tuo voto fa la differenza: Con questo piccolo gesto possiamo ottenere un contributo concreto per la promozione turistica della valle e la valorizzazione del nostro patrimonio.

L’iniziativa è promossa e curata da AMVA ETS (Associazione promozione e sviluppo Macugnaga e Valle Anzasca).

Aiutaci a spargere la voce! Condividi questo articolo con amici, parenti e amanti della montagna. Sosteniamo insieme la nostra terra!

Dona il tuo 5×1000 ad AMVA: Sostieni Macugnaga e la Valle Anzasca

Un piccolo gesto che non ti costa nulla, ma che fa una grande differenza per il nostro territorio.

Scegliendo di donare il tuo 5×1000 ad AMVA Associazione Promozione e Sviluppo, contribuisci direttamente alla valorizzazione, alla tutela e alla crescita culturale e sociale della comunità di Macugnaga e di tutta la Valle Anzasca. Trasformiamo le tasse che già versi in progetti concreti per la nostra terra.

Come compilare il Modello 730 per donare ad AMVA

Donare è semplicissimo e richiede solo due passaggi all’interno della tua dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi Persone Fisiche):

  1. Cerca il riquadro dedicato al “Sostegno degli Enti del Terzo Settore iscritti nel RUNTS“.
  2. Metti la tua firma all’interno del riquadro.
  3. Inserisci il codice fiscale di AMVA: 93043570030

L’immagine seguente mostra esattamente come deve essere compilato il riquadro all’interno del modulo per il 5×1000:

Istruzioni di compilazione 730 per donare il 5x1000 ad AMVA
Istruzioni di compilazione 730 per donare il 5×1000 ad AMVA
CleanALP a Macugnaga – sabato11 e domenica 12 luglio 2026
11 e 12 Luglio 2026

Locandina iniziativa cleanALP 11-12 luglio 2026

SABATO 11 E DOMENICA 12 LUGLIO CLEANALP A MACUGNAGA
Due giorni di attività gratuite con un progetto unico al mondo: studiare e prevenire l’inquinamento da plastica immersi nella meraviglia delle Alpi.

Iscrizione GRATUITA MA OBBLIGATORIA

Programma:

11 LUGLIO ore 9: Escursione ai Piani Alti di Rosareccio. Ritrovo ore 9 partenza seggiovia a Pecetto.  Info:  dislivello +830 metri, distanza 10 km (A/R).

11 LUGLIO ore 17:  incontro pubblico presso la Kongresshaus

12 LUGLIO ore 9: Alla scoperta della Valle Quarazza. Ritrovo ore 9, Staffa, piazza del Municpio. Info: dislivello +400 metri;  distanza 10 km (A/R).

Per iscrizoni:
Franco Borgogno,  b.franco@eri.net.in

Per informazioni sul progetto:
www.cleanalp.com

 

SABATO 14/02/2026 A VILLADOSSOLA SI PARLA DELLE NOSTRE VALLI
14/02/2026

Convegno sui percorsi della storia del 14/02/2026

Sabato 14 febbraio 2026 presso il Teatro La Fabbrica di Villadossola avrà luogo il congresso “Sui Percorsi della Storia” dedicato alle Vie Storiche delle Alpi Pennine Orientali; un’occasione per riscoprire la nostra storia e il patrimonio naturalistico e culturale delle nostre Valli.

Non solo passeggiate in montagna, lo straordinario territorio che contorna il Monte Rosa è un autentico patrimonio che fino ad ora non è stato valorizzato e “comunicato” come merita; per questo un gruppo di volonterosi appassionati e una serie di sostenitori hanno lanciato una manifestazione per illustrare le bellezze e le potenzialità delle Vie Storiche del nostro territorio: le loro straordinarie bellezze e una storia secolare di uomini e di culture.

Si parlerà di quanto è stato fatto, e ancora si può e si deve fare, per rendere questa pratica sempre più popolare creando un sistema di percorsi adeguatamente attrezzati e fruibili, e come tutto questo sia una preziosa opportunità da coltivare.

Autorità, esperti, appassionati e operatori turistici e culturali illustreranno la ricchezza di questo sistema di Vie Storiche unico al mondo e proporranno una specifica strategia di valorizzazione che può portare a significative ricadute sull’economia dei territori.

Appuntamento quindi sabato a Villadossola, dalle 9 alle 18, anche per visitare la mostra che illustra in modo spettacolare percorsi, particolarità e panorami delle nostre valli.

Per il dettaglio del programma, qui potete scaricare la locandina